Chi sono

Inizio a interessarmi alla musica nel 1994, in prima superiore, strimpellando la chitarra.
Inizialmente mi facevo accordare la chitarra da papà e ripetevo quell'unico giro melodico che sembrava avere un senso (oggi direi "in loop").

Poi ho scoperto i primi accordi, come molti ho impattato contro il problema del famigerato "barrè" e infine sono arrivato a suonare la chitarra ritmica nel mio unico vero gruppo "fisso", gli IRIA.

Ma che regole reggevano la meravigliosa capacità di sovrapporre "assoli" ai miei accordi?
Mi sono quindi addentrato nel mondo dei modi e delle scale, iniziando a soddisfare un po' la mia curiosità.

Passato alla batteria, ho assaporato cosa vuol dire poter, con il tuo strumento, indirizzare così tanto la dinamica di tutto il gruppo; averne in mano quasi la regia.

Ma ancora mi sfuggiva perché tra un concerto e l'altro, a seconda di chi "regolava i volumi", ci fossero queste grandi differenze in termini di effetto finale.
Mi incamminavo così per la strada che nel giro di pochi anni e tanta gavetta mi avrebbe portato a trasformare una passione in una professione.

Oggi il mio lavoro è mischiare la mia arte e la mia tecnica con quella dei musicisti che stanno sul palco per far rendere al meglio la loro musica.

Credo che in questo mestiere la tecnologia non possa mai essere un fine, ma sempre un mezzo per ottenere un risultato: un mezzo per aprire orizzonti che prima si pensavano preclusi, un mezzo per tenere i piedi per terra e lavorare su qualcosa di concreto, un mezzo per risolvere problemi e dedicarsi al messaggio che si vuole trasmettere.

A cavallo tra arte e tecnica, nel corso degli ultimi anni ho potuto sperimentarmi e mettermi alla prova in maniera trasversale ai generi musicali, alla tipologia dell'evento e alle sue dimensioni.

Non importa quanto "in grande": ma facciamolo "alla grande".

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